Scuola di Santità

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Vita dei Santi Compatroni

La Chiesa Reale Abbazia di San Filippo d’Agira sorge sui resti dell’antico monastero greco, fondato secondo la regola basiliana tra il VII e il VIII secolo e dedicato al Santo esorcista. Tale era l’importanza e l’autorevolezza del cenobio di Agira, che, tra il IX e il X secolo, diventò un polo di attrazione del monachesimo siciliano. Qui, infatti, giunsero e si formarono molti monaci illustri e una vasta schiera di Santi in seguito fondatori di altri monasteri in Sicilia e in Calabria.

Sant’Eusebio, compagno

Della sua vita non sappiamo molto. Egli, umile monaco, incontrò San Filippo nel viaggio verso Roma e da allora continuarono insieme il lungo viaggio, che li rese compagni per tutta la vita. Fu grande e instancabile confessore, ed è soprattutto grazie ai suoi scritti che oggi noi conosciamo la vita del Santo Filippo d’Agira. La sua umiltà e la sua obbedienza furono così tante da essere definito “l’ombra di San Filippo”. Sant’Eusebio, infatti, non abbandonò mai il compagno durante la sua missione di evangelizzazione ad Agira e in Sicilia, neppure nei momenti più difficili. Eusebio, come ringraziamento a tutti i miracoli fatti da Filippo, rivolge al Santo una lode altissima, e questi risponde umilmente, attribuendo ogni gloria al solo Dio. Prima di morire, San Filippo chiese a un nobile di Agira di nome Belisario, di far costruire una cripta con due sepolcri, uno per sé e l’altro per il suo fedele compagno. Gli altri due Santi (San Filippo Diacono e San Luca Casali da Nicosia) furono in seguito sepolti insieme ai primi due, e le loro spoglie mortali sono adesso custodite dentro la preziosa Urna d’argento, gioiello inestimabile per la città di Agira. Sant’Eusebio viene festeggiato insieme a San Filippo il 12 maggio.

San Filippo Settimi, Diacono di Palermo

San Filippo Diacono è uno dei più antichi Santi di origine palermitana. Le uniche notizie conosciute sul provengono dalla narrazione di Eusebio Monaco sulla vita di San Filippo d’Agira. Le due agiografie, infatti, sono strettamente legate fra loro. Si narra che i genitori di Filippello, appartenenti alla nobile famiglia palermitana dei Settimi, non potessero avere figli e che il padre, avendo sentito parlare dei tantissimi miracoli compiuti da Filippo, decise di raggiungere Agira e pregarlo di intercedere affinché Dio gli concedesse il figlio da sempre desiderato. Filippo, che conosceva già la ragione del suo viaggio, lo invitò a ritornare a casa, perché Dio li aveva già premiati grazie alla loro fede. La stessa notte, anche la moglie, a Palermo, vide in sogno il Santo Filippo, che gli chiese di imporre al neonato il suo stesso nome. All’età di otto anni, il padre portò Filippello ad Agira per presentarlo al Santo sacerdote Filippo, che lo invitò a evangelizzare la sua Città. Di ritorno a Palermo Filippello, che aveva avuto in dono una tunica, un asciugatoio e una fascia del Maestro, fece molti miracoli e ne rimase meravigliato, poiché era proprio grazie a queste vesti che riuscì a fare tali prodigi. Qualche anno dopo venne consacrato diacono, distribuì ai poveri i tanti averi ereditati e continuò la sua missione evangelica, prima a Palermo e poi ad Agira, dove si trasferì per morire anche lui il 12 maggio, qualche anno dopo la morte del Maestro. La sua festa, per rendere onore a San Filippo, si celebra esattamente un mese dopo, ovvero il 12 giugno.

San Luca Casali da Nicosia, Abate

La vita di San Luca Casali da Nicosia fu scritta da un monaco di nome Bonus. Luca nacque nella città di Nicosia, nel quartiere di San Michele Arcangelo. Fin da piccolo si dedicò agli studi e all’età di dieci anni fu condotto dal suo maestro nel monastero di San Filippo d’Agira, dove prese l’abito monastico. Ben presto si distinse per le sue virtù e il suo carisma. Alla morte dell’Abate fu desiderio unanime dei suoi confratelli che egli assumesse questa carica, ma egli, per la sua modestia, rifiutò, non ritenendosi degno di tale onore. I monaci dell’Abbazia si rivolsero al Sommo Pontefice e solo allora Luca accolse la nomina ad Abate. Divenuto cieco e anziano, continuò a svolgere con umiltà e zelo l’incarico affidatogli. Un giorno, mentre ritornava da Nicosia, dove si era recato per visitare alcuni suoi parenti, i confratelli che lo avevano accompagnato, tentati dal diavolo, furono presi da uno strano desiderio di prenderlo in giro. Gli dissero di trovarsi dinanzi a una gremita folla di fedeli, che con ansia desiderava ascoltarlo.  San Luca, dunque, salì su una piccola altura e predicò il vangelo in un luogo in realtà completamente deserto. Finita la predica, impartì la benedizione e, in mancanza di fedeli, furono le pietre a rispondere “Amen”. Dinanzi a tale prodigioso evento, i monaci che lo avevano preso in giro si inginocchiarono ai suoi piedi, chiedendogli perdono. Dopo questo prodigio, la fama di santità di cui già godeva San Luca aumentò sempre più, tanto che, quando morì alla veneranda età di 91 anni, il suo corpo fu deposto nella stesso sepolcro di San Filippo d’Agira, e in breve tempo il Papa lo proclamò Santo. A Nicosia, i suoi concittadini edificarono una chiesetta a lui intitolata, sul luogo in cui avvenne il miracolo delle pietre, nella contrada ancora oggi chiamata San Luca. Nel 1599, in seguito al ritrovamento, ad Agira, delle spoglie dei quattro Santi, la città di Nicosia chiese una reliquia e ricevette una costola, che fu trasportata con grande solennità nella città natale. Tale reliquia viene oggi custodita assieme al simulacro ligneo, opera di S. Li Volsi, nella Chiesa di San Michele Arcangelo.  In più occasioni i nicosiani cercarono di proclamare San Luca Casali patrono della Città, senza mai raggiungere tale obiettivo. Oggi, il Santo è festeggiato sia ad Agira che a Nicosia il 2 marzo, giorno della sua morte.

Molti altri furono i Santi, i Beati e Servi di Dio che si formarono presso il cenobio di San Filippo d’Agira

San Calogero da Sciacca, San Leoluca da Corleone, San Vitale da Castronuovo, San Cristoforo da Collesano e la moglie Kalì, San Saba da Collesano, San Macario da Collesano, San Niceforo il Nudo, San Luca da Demenna, San Silvestro da Troina, San Lorenzo da Frazzanò, San Saba da Agira, San Cono da Naso, San Filarete di Calabria, fra Sebastiano da Agira, fra Silvestro da Agira, fra Diego da Sinagra, fra Innocenzo da Caltagirone, fra Benedetto Fedele, Beato Gioacchino da Fiore, i venerabili frati eremiti Matteo, Filippo e Mariano vissuti nell’eremo di Monte Scalpello, ecc…

di Danilo Alleruzzo