La santità della Chiesa risplende nel volto dei santi

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La santità della Chiesa risplende nel volto dei santi

«Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5, 48). Con queste parole, Gesù invita ogni cristiano a vivere fino in fondo il dono della santità ricevuta il giorno del battesimo nella grande famiglia della Chiesa. La santità della Chiesa affonda a sua volta le radici nella persona di Cristo, il quale, attraverso il Suo mistero pasquale, «ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua» (Ef 5, 25-26). Da questo grembo fecondo, il santo viene generato nella fede dal Battesimo. Tutti i battezzati, pertanto, sono santi per consacrazione e chiamati a raggiungere la perfezione. In altre parole, si tratta di tradurre e testimoniare nelle opere il dono di cui si è insigniti. L’obiettivo da raggiungere consiste nella realizzazione spontanea del bene, cosi che venga glorificato il Padre celeste. (cfr. Mt, 5, 14-15)

A tal proposito, la costituzione dogmatica Lumen gentium del Concilio Ecumenico Vaticano II, al numero 40, afferma come il cristiano, per essere santo, debba coniugare due coordinate nella propria vita: pienezza della vita cristiana, la perfezione della carità.

Il Beato Paolo VI, nell’udienza Generale del 4 novembre 1972, afferma: «Alla santità costitutiva della Chiesa deve corrispondere la santità praticata dei suoi membri. Che è quanto dire: non solo la Chiesa è santa per se stessa, ma noi che le apparteniamo e la componiamo dobbiamo dimostrarla santa per noi stessi; cioè noi, individui, organi e comunità, dobbiamo essere santi […] la santità a noi richiesta non è quella dei «miracoli», cioè dei fenomeni straordinari, ma quella della volontà buona e ferma che in ogni vicenda ordinaria del vivere comune cerca la dirittura logica della ricerca della volontà divina».

Volgendo lo sguardo su San Filippo, possiamo riconoscere un modello esemplare che ha realizzato nella sua vita quanto finora detto. Il cammino che lui ha percorso, se da un lato ha conosciuto molte difficoltà, non ha mai estinto il desiderio di seguire Gesù fino in fondo attraverso l’annuncio di salvezza e la scacciata dei demoni. Nel liberare molti dalle grinfie del demonio, ha ridestato in loro il desiderio del cielo e quindi il desiderio di essere santi. Il demonio si oppone, infatti, a questo progetto, per cui, al contrario, San Filippo ha dedicato tutte le sue forze, unitamente alla Grazia di Dio, per distruggerlo nel suo incedere. Incoraggiati da questo fulgido esempio e dalla sua potente intercessione, accettiamo anche noi la “sfida della santità” che, se anche difficile, non è impossibile. Essa, partendo dal nostro vivo desiderio di realizzarla in noi, si raggiunge non soltanto con la nostra forza di volontà ma ha bisogno, soprattutto, dell’aiuto soprannaturale di Dio che proviene dalla sua Grazia.

di Don Egidio Vecchio