Gli esorcismi

Filippo u "scacciadiavuli", il potente esorcista

Evangelizzatore, monaco e presbitero. Ma anche taumaturgo e, soprattutto, esorcista. In vita, oltre a lottare fisicamente (secondo le leggende) contro Satana e i suoi adepti, Filippo “il Siriaco” liberò Agira e le altre comunità in cui svolse la sua opera evangelizzatrice dalle forze maligne, liberando – sempre in nome di Dio! – coloro che a lui si rivolsero in preda a ossessioni demoniache. Ma la tradizione, scritta e orale, ci tramanda un Filippo potente contro il male anche dopo la morte. In nome del Santo “scaccia-diavuli” (caccia-spiriti), nel giorno della sua festa, centinaia di poveri invasati venivano liberati dalle catene della possessione durante gli esorcismi di gruppo che, in tempi non lontanissimi, avvenivano soventi nell’Abbazia di Agira e nelle chiese di Calatabiano (ma non solo). Scene alle quali folle di credenti e non assistevano sbalorditi.

Lo storico Tommaso Fazello, ad esempio, testimone oculare di certi fatti avvenuti in quel di Agira nel 1541, scrive di aver assistito all’esorcizzazione di quasi duecento donne.

Anche Filoteo degli Omodei da Castiglione, recatosi nella cittadina ennese qualche anno prima, il 12 maggio del 1538, afferma di aver visto con i suoi occhi centinaia di spiritati “guarire” grazie alle reliquie del Santo.

Lo scrittore Giuseppe Pitrè, invece, riporta gli eventi accaduti in passato a Calatabiano, dove un numero imprecisato di ossessi, durante la festa in onore di San Filippo, si recava al suo altare per chiederne l’intercessione contro il demonio.

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