Agira, il “Crocifisso dei tre volti”

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Agira

Agira, il “Crocifisso dei tre volti”

Questo Crocifisso del 1600 appartiene ai trentatré (come gli anni di Gesù Cristo) che secondo la tradizione scolpì frate Umile Pintorno da Petralia. Inizialmente faceva parte del corredo della chiesa ormai in disuso di Santa Maria di Gesù in Agira, adesso è custodito all’Abbazia di San Filippo in sostituzione di un grande stucco raffigurante l’agnello con il libro dei sette sigilli dell’Apocalisse. Molti sono i racconti che ruotano attorno ai crocifissi di frate Umile, come il fatto che egli non riuscisse a scolpire il volto delle sue opere e che la sera, dopo aver accennato la sagoma del viso, andasse a dormire e al mattino ritrovasse l’opera completata per mano angelica. Nello specifico il Crocifisso di Agira è comunemente detto “il Crocifisso dei tre volti” questo perché, grazie ad un particolare gioco di prospettiva, posizionandosi in tre precisi punti, sotto l’opera, è possibile vedere il volto del Signore sofferente ma vivo, nel momento in cui spirò e morto.

di Danilo Alleruzzo